L'ultima opportunità per comunicare con Philae 2016 – 2017



L’ultima opportunità per comunicare con Philae : Philae è rimasto in silenzio dal 9 luglio 2015 ma il team della missione dell’ESA Rosetta non si arrende ed invierà proprio oggi un comando per tentare di comunicare con il lander ancora una volta. Dopo lo storico atterraggio rocambolesco, Philae era finito in un luogo freddo e buio chiamato Abydos, probabilmente inclinato rispetto alla topografia locale.

Entrato in ibernazione dopo 57 ore di scienza, aveva ristabilito una comunicazione con Rosetta e quindi con la Terra il 14 giugno 2015, dopo circa sette mesi di silenzio. Purtroppo, però, il contatto si è mostrato instabile e caotico, fino ad interrompersi di nuovo, senza contare che ancora oggi non è troppo chiaro dove il lander si trovi esattamente.

Passato il perielio lo scorso 13 agosto, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko si sta progressivamente allontanando dal Sole verso zone sempre più fredde del nostro Sistema Solare. Se da un lato ciò comporta una minore attività cometaria e quindi la possibilità per Rosetta di tornare ad orbitare a distanze ravvicinate dal nucleo, dall’altro implica che le temperature sono in calo sulla superficie della cometa e con esse diminuiscono anche le speranze per Philae. Gli scienziati, infatti, fin da quando è iniziata la fase di ascolto a marzo 2015 nel tentativo di ristabilire un contatto con il piccolo lander, hanno sempre precisato che si sarebbero dovute verificare almeno tre condizioni per il risveglio:

  1. prima di tutto l’interno lander dovrebbe raggiungere la temperatura di almeno -45° C
  2. Philae dovrebbe essere in grado di produrre almeno 5,5 watt con i suoi pannelli solari
  3. soddisfatti primi due punti, Philae potrà accendersi, tentare di ricaricare la sua batteria, attivare il suo ricevitore per cercare il segnale portante di Rosetta ed accendere trasmettitore per inviare una risposta.

Il lander sembrava in buona salute in base agli ultimi dati ricevuti ma il suo stato attuale è sconosciuto.
La situazione potrebbe essere cambiata notevolmente in questi ultimi mesi: i gas e le polveri dell’attività cometaria potrebbe aver compromesso la strumentazione o, addirittura, potrebbero aver spostato il lander con conseguente modifica dell’orientamento dei pannelli solari, fondamentali per ricaricare le batterie.

Ma ora squadra sta tentando un’altra strada per innescare una risposta dal lander: un comando, inviato via Rosetta, cercherà di sollecitare la ruota di reazione di Philae, quella che si è occupata di stabilizzare il modulo durante la fase di discesa ed atterraggio.

“Il tempo stringe, quindi vogliamo esplorare tutte le possibilità”, ha affermato Stephan Ulamec del DLR nel comunicato.

Se il comando verrà ricevuto ed eseguito con successo, Philae potrebbe saltare via dalla sua scomoda ubicazione e riposizionarsi, si spera, in modo migliore.

“Nella migliore delle ipotesi, il lander potrebbe scuotere la polvere dai suoi pannelli solari ed allinearsi meglio con il Sole”, ha detto Koen Geurts del DLR, responsabile tecnico per Philae. Ma c’è anche la possibilità che non riesca a rispondere al comando visto che uno dei due trasmettitori e uno dei due ricevitori sembrano aver fallito durante l’ultima comunicazione. E così, “purtroppo il silenzio di Philae non fa ben sperare”, ha aggiunto Ulamec.

Entro la fine di gennaio, Chury sarà a più di 300 milioni di chilometri dal Sole, con conseguente temperatura di esercizio inferiore ai -51ºC, una condizione in cui Philae non sarà più in grado di accendersi.

Questo è l’ultimo tentativo per cercare di recuperare il piccolo lander prima della fine della missione prevista per settembre 2016.
“C’è una piccola possibilità”, ha detto l’operations manager Cinzia Fantinati. “Non vogliamo lasciare nulla di intentato”.

Rosetta rimarrà comunque in ascolto anche dopo il mese di gennaio.

In bocca al lupo, Philae! Speriamo tutti di sentirti di nuovo!

#Lifeonacomet





 

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